Conosci te stesso!

Vi premettiamo che queste nostre poche righe sono nate dalle riflessioni e le idee che il fascicolo “Conosci te stesso” ha fatto scaturire dentro di noi. Siamo convinti che il vero Ribelle, quello che accenderà la Rivoluzione, debba essere una persona capace di riflettere, conoscersi e saper rispondere a questa antica ma eroica domanda: CHI SONO IO? Beh, per saperlo bisognerà CONOSCERE SE STESSI! E dopo, ogni sforzo per riconquistare il futuro sarà possibile.

 

Siamo stati abituati a vivere senza apprezzare ogni attimo che la vita ci offre. In questo ciclo di eventi, infatti, l’uomo osserva ma non guarda veramente cosa gli succede intorno. È un’epoca in cui tutto è diventato relativo, ed il clima culturale in cui viviamo vanta di non avere più “radici” morali, etiche, spirituali: come potrà quindi essere sana una società in cui ogni valore è solo provvisorio?


Le leggi di natura vengono adattate in base alle esigenze più meschine dell’uomo contemporaneo: bisogna livellare brutalmente la propria personalità, coltivare solo rapporti di convenienza, per affermarsi, nel nome dell’uguaglianza (per cui o siamo tutti uguali oppure siamo gelosi degli altri), seguendo i modi più meschini e furbastri per soddisfare le ambizioni personali quali il lavoro comodo, il buon guadagno economico per potersi permettere tutti i vizi e le mode, la popolarità social e così via. Ora più che mai ci sembra palese che la società precipiti nel degrado.


È importante, allora, per compiere un primo passo verso la liberazione dai propri bassi istinti e dai compromessi con il mondo moderno, che l’uomo (ri)cominci a cercare la Verità, a ritrovare sé stesso e chi realmente è, iniziando a cercare il suo vero centro: «Conoscerete la verità e la verità vi farà liberi» (Gv 8,32).



Oggi, l’uomo, ha perso la volontà di riscoprire chi è veramente: sa che si risparmia enormi fatiche. Tutti hanno il giudizio facile: comodi, dai loro divani sui social network, sentenziano l’assenza di etica e moralità al giorno d’oggi. Essi però ignorano il vero significato di etica, che altro non è se non lo stile di Vita orientato dai valori Sacri. E cosa c’è di Sacro nel giudicare senza prima aver sofferto il peso di Essere, di rialzarsi e, appunto, di aver provato ad orientare la propria vita verso il Sacro? Le persone non vogliono accettarlo, così come non vuole essere accettato che siamo stati generati per assolvere ad un compito e per portare a termine i nostri doveri, cioè essere veri Uomini e vere Donne! L’amore per questa vita diventata comoda, pigra, piena di lussi e priva di conquiste, ha accecato l’uomo contemporaneo che si trova sbandato, agitato per le molte paure che oggi ci dominano ed è costretto, quindi, a sfogarsi rincorrendo solo futili obiettivi. E se i nostri antenati si fossero dati alla vita comoda come noi oggi, cosa sarebbe successo? Non avremmo avuto le grandi bellezze artistiche, letterarie, politiche e filosofiche, ma nemmeno gare e giochi sportivi, eroismo e grandi gesta, o scoperte scientifiche e tecnologiche…


L’uomo contemporaneo si sopravvaluto così tanto che crede di poter fare qualsiasi cosa e di poter cambiare addirittura le leggi della natura; contemporaneamente, però, l’uomo concepisce sé stesso solamente come un ammasso di atomi, come qualcosa di materiale e lo spirito lo ha messo da parte già da molto tempo. Quest’uomo, schiavo del proprio ego, si inganna talmente tanto da pensare di essere veramente libero, anche se così non è. Siamo veramente liberi dalla noia? Dalla pigrizia? Dalla dittatura della crisi economica e dalla malapolitica? Siamo veramente liberi dal giudizio altrui e dalla paura di non essere abbastanza alla moda?


Uno dei punti fondamentali per colui che si incammina lungo questo percorso di ribellione è l’attenzione, la tensione continua all’interno di sé e nei confronti delle proprie azioni.


Secondo la tradizione zen, fatti apparentemente insignificanti come chiudere una porta, allacciarsi le scarpe, sono azioni della massima importanza che si devono svolgere con la totale attenzione. Essere attenti alle piccole cose ci renderà allenati nel fare attenzione a quelle più grandi. E poi… anche allacciarsi le scarpe è importante perché, se fatto male, potrà determinare una caduta o comunque dare di noi un’immagine trasandata...


La concentrazione deve rimanere sempre costante perché è solo stando attenti che l’uomo capisce la realtà che lo circonda e che egli vive quotidianamente. Capita spesso, infatti, di vivere nella distrazione, senza renderci conto di ciò che facciamo, senza neanche accorgerci che stiamo vivendo: molte volte più che vivere siamo vissuti e diventiamo noi stessi oggetti di ciò che possediamo e di ciò che ci circonda; siamo diventati, ormai, ciò che possediamo. Attraverso la riscoperta della Tradizione, quindi, abbiamo la possibilità di risvegliare la nostra coscienza superiore, migliorandoci e crescendo costantemente, completando così noi stessi e la vita che attualmente sentiamo più vuota nel suo profondo. “Conosci te stesso” quindi deve diventare il motto di tutti i veri ribelli, di tutti gli amanti della vita, di quelli che vogliono tornare Eroi ed accendere la rivoluzione dalle scuole alle strade!



Vi consigliamo, in conclusione, la lettura di questo breve ed intenso fascicolo e vi informiamo che abbiamo deciso di renderlo disponibile in Abruzzo visitando il nostro catalogo librario e contattandoci in privato per ordinarlo.